Il Ponte di Veja e le cascate di Molina
Tuffarsi in un mare di verde e acque scroscianti, rocce dalle morfologie sorprendenti e avvolgenti, grotte misteriose abitate fin dalla preistoria.

Il Ponte di Veja ed il Parco delle Cascate di Molina sono tutto questo, immersi nella dolcezza dei rilievi lessinici e tra i centri abitati delle nostre montagne. Le due aree sono tra le emergenze più belle del Parco regionale dei Monti Lessini.

Il sentiero in prossimità del Ponte ci porta ad esplorare la magnificenza e grandiosità di questo grande arco naturale in roccia e ad apprezzarne le dimensioni da inediti punti di vista.
Utilizzato fino a tempi recenti come vera e propria strada di roccia, già nei secoli passati il Ponte ha suscitato la curiosità e l’ammirazione di pittori, poeti e cantori della natura, ma anche ispirato storie, detti e filastrocche popolari.

Il grande arco di roccia, risultato dell’erosione carsica dei calcari circostanti, era in origine una enorme caverna, profonda e dotata di una serie di gallerie interne, che corrispondono alle grotticelle che oggi coronano i fianchi del Ponte.

Il facile sentiero intorno al Ponte fa percepire la ricchezza di risorse che hanno attratto qui l’uomo fin dai tempi più remoti: acqua, grotte e ripari, selce ed altre rocce adatte alla scheggiatura, ambienti diversi e ricchi di fauna a disposizione di gruppi di cacciatori-raccoglitori di almeno 100.000 anni fa.

Dopo la visita, con un breve trasferimento in pullman ci si sposta verso Molina ed il Parco delle Cascate, attraversando gli alti pascoli dei Lessini, a ridosso della valle dell’Adige e di fronte al Monte Baldo.

Il Parco delle Cascate è raggiungibile dal paese di Molina a piedi in pochi minuti, attraversando le caratteristiche corti in pietra di Prun, le cui lastre sono estratte dalle cave dei Lessini ed utilizzate da secoli per ogni tipo di costruzione e di funzione. Queste rocce sedimentarie dal colore rosato spesso regalano fossili di ammoniti o altri organismi marini vissuti sui fondali marini tra 90 e 50 milioni di anni fa, da scoprire sulle lastre usate per muri, recinzioni, pavimenti o sulla soglia delle case.

I diversi percorsi all’interno del Parco consentono di apprezzare le bellezze ambientali, lo scrosciare delle acque cristalline, pozze, cascate e le morfologie del paesaggio e delle rocce tenendo conto dei desideri ed ed esigenze di ciascuno. Frassini, carpini neri, noci e acacie formano un sottobosco umido e ricco di fioriture, che ci accompagnano lungo tutti i percorsi.

Il Parco delle Cascate ed il Ponte di Veja sono riconosciuti come Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e fanno dunque parte della rete ecologica di protezione ambientale della Unione Europea per la salvaguardia della flora e della fauna a rischio di estinzione.

Nelle acque dei torrenti del Parco vive anche il gambero nero (Austropotamobius pallipes), nostro simbolo e rarità faunistica nei Lessini: il gambero è una delle specie tutelate dalla direttiva europea Habitat ed è un importante bioindicatore della purezza delle acque sorgive e dei torrenti.

Una giornata nel borgo di San Giorgio Ingannapoltron è l’occasione per un tuffo nel passato, nel calore del borgo medievale costruito in pietra e sulla pietra, dove lo sguardo abbraccia le colline della Valpolicella ed il lago di Garda. La pieve longobarda e romanica accoglie ed introduce alla visita al borgo.
Il nome locale del paese, Ingannapoltron, oltre ad alludere popolarmente all’apparente vicinanza al fondovalle, che trae in inganno i camminatori più pigri, va riferito ad un antico toponimo che richiama le rocce vive (“ganna”) sulle quali San Giorgio campeggia ed è stato costruito.

La prima parte della giornata è dedicata dunque alla visita del borgo, della Pieve longobardo-romanica e dell’area archeologica musealizzata retrostante la Pieve, che ha portato alla luce laboratori e spazi artigianali preistorici. La Pieve, riferimento per l’intero territorio fin dall’Alto Medioevo, è uno scrigno dell’arte longobarda e romanica ed il suo prezioso chiostro offre momenti di silenzio e raccoglimento tra i capitelli sapientemente istoriati.

Il Museo attiguo la Pieve ripresenta i momenti salienti della vita del borgo, dalla preistoria e protostoria (IV secolo a. C.) all’età romana; la geologia del luogo e dei Lessini si ritrovano nei fossili esposti, come i pesci provenienti dal Monte Pastello o i gasteropodi e i Nautilus di aree limitrofe.

Nel pomeriggio, dopo il pranzo, ci piace farvi conoscere il nostro territorio e le sue colline con un percorso naturalistico tra i boschi e gli antichi terrazzamenti, oggi luogo di recupero architettonico e delle antiche colture.

La passeggiata guidata nei dintorni di San Giorgio ripercorre i sentieri degli antichi cavatori di pietra e riscopre le tracce del loro lavoro e dei loro strumenti. Viti, erbe officinali, colture orticole e ulivi, favoriti dal microclima favorevole del Garda, sono tra le coltivazioni tipiche della zona.
Le cave di pietra, oggi abbandonate, hanno offerto materiali fin dalla preistoria quando, durante l’età del Ferro, abitati in casette di lastre calcaree erano nati sulla collina per insediarsi con sicurezza, controllare il territorio e svolgervi le proprie attività artigianali, di fusione e lavorazione dei metalli, di culto ed espressione simbolica e sacra delle proprie credenze.

La posizione particolare di San Giorgio, arroccato su un balcone naturale sulla Valpolicella e in vista del vicino Lago di Garda, garantirà una giornata piacevole, in cui cultura e natura trovano il loro accordo perfetto.

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